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imbottigliamento birra fatta in casa
28/07/2022
L'imbottigliamento della birra fatta in casa: la tappatura
La produzione di birra a livello domestico è ormai un trend diffuso in tutto il mondo. Negli anni è stato addirittura coniato un termine per indicare questa attività: homebrewing.

Seppur l’homebrewing sia un hobby diffuso in larga scala, in Italia, è stato introdotto solamente qualche anno fa, infatti, la pratica di homebrewing è diventata legale solo nel 1995 (per produzione e uso puramente personale).
Questo passatempo, che richiede tanta passione e tempo, è in continua crescita, specialmente tra i giovani appassionati di birra che tentano di creare nuovi sapori e di riproporre stili di birre in disuso da bere in famiglia e con gli amici.

La produzione di birra fai da te necessita di una minima attrezzatura, oltre ovviamente alla disponibilità degli ingredienti principali, ma questo non vuol dire che sia un’attività semplice e veloce.
Reperire il materiale per l’homebrewing non è affatto difficile al giorno d’oggi, è possibile trovare tutto il necessario online o negli shop dedicati: dal kit di fermentazione, alla bottiglia, con tanto di etichetta, fino al tappo personalizzato .

Dopo aver comprato tutto il necessario, si è pronti a produrre!
La produzione di birra a livello domestico richiede molto studio; bisogna trovare gli ingredienti, i tempi e le misure giuste per raggiungere il sapore desiderato, ma quando lo si trova, il gioco è fatto…o quasi!

L’imbottigliamento: priming, travaso e tappatura



Questo perché la parte più complessa della produzione di birra in casa è l’imbottigliamento che si conclude con la tappatura. Prima di procedere con la fase di imbottigliamento però, si effettua il priming.
Il priming è una tecnica che consiste nell’aggiungere dello zucchero fermentabile alla bevanda che produrrà anidride carbonica e si custodirà all’interno della bottiglia.

Per evitare problemi di contaminazione che potrebbero danneggiare il sapore della birra, è essenziale lavare e sterilizzare perbene le bottiglie e i tappi che andranno a contatto con il liquido.
Al termine di questo processo, la bevanda è pronta per essere versata all’interno della bottiglia e poi tappata.

Tappo a corona o in sughero: come scegliere la chiusura giusta per la birra fatta in casa 



Scegliere la tipologia di tappo più adeguata alla propria birra non è però una scelta facile, in linea di massima, i due tipi di tappo più utilizzati per chiudere le bottiglie di birra fai da te sono:

  • Tappo a corona classico 26 o 29 mm
  • Tappo in sughero

Il tappo in sughero rappresenta una scelta molto tradizionale ed esteticamente bella ma è certamente una chiusura “problematica” perché potrebbe generare al suo interno un fungo che conferisce alla birra il classico sapore di tappo, che è spesso rintracciabile nei vini.

Il tappo a corona da 26 o 29 mm è la scelta più popolare tra gli homebrewers.




Questa tipologia di tappo è composta da materiale metallico e da una guarnizione interna che evita il contatto diretto tra il liquido e la chiusura. Il 26 o 29 mm ha inoltre un livello di tenuta più alto rispetto al tappo in sughero e questo aiuta a preservare meglio il contenuto della bottiglia, così da non deteriorare il sapore della birra.

Infine, la possibilità di personalizzare il tappo a corona rende più attraente e divertente agli occhi del produttore la chiusura permettendogli di veicolare un messaggio o identificare il proprio brand.
Infatti, proprio per riuscire a soddisfare i bisogni dei produttori artigianali più piccoli, nel 2020, Pelliconi ha aperto il suo primo e-commerce dove chiunque può disegnare e costruire graficamente i propri tappi a corona in piccolissimi lotti e con un numero infinito di design.

Quindi, se l’idea di produrre la propria birra stuzzica la vostra mente, non fatevi frenare!

Buona avventura!

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