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storia tappi corona
25/11/2021
La storia del tappo a corona
Il tappo a corona è un tipo di tappo utilizzato per chiudere le bottiglie di vetro. Questa chiusura non si trova solamente sopra alle birre più popolari o artigianali, ma anche sopra ai vini prodotti con il metodo classico, ad esempio nel vino spumante, bevande analcoliche e molto altro.

Prima dell’invenzione dei tappi a corona, le bibite gassate, in primis la birra, venivano sigillate con semplici tappi in sughero. Essendo esso un materiale proveniente dalla sughera (o quercia da sughero) è soggetto a possibili infezioni originate da un fungo in grado di conferire il cosiddetto “sapore di tappo” alla bevanda. Il sughero è inoltre estremamente poroso e questo può portare alla microssigenazione del prodotto che può a sua volta andare a deteriorare il contenuto della bottiglia. Per questi motivi, all’epoca, il ciclo medio di vita delle bevande gassate era molto breve.
Ulteriormente, a causa della chiusura in sughero, durante trasporto e stoccaggio si potevano presentare problematiche quali la fuoriuscita di liquido o addirittura l’evaporazione di anidride carbonica dalla bottiglia.


Invenzione del tappo a corona e la rivoluzione nel mondo delle bibite gassate



Ma verso la fine del 1800 tutto cambiò grazie all’ingegno di William Painter, un ingegnere meccanico irlandese che per anni provò a trovare la soluzione migliore per sigillare le bottiglie di vetro e, finalmente, il 2 febbraio 1892 la brevettò: il tappo a corona. Un tappo di metallo, con un’estremità corrugata che assomiglia a una corona rovesciata, dalla quale prende il nome, che permetteva una chiusura perfetta.
 
Il tappo a corona di Painter non era solo un oggetto mai pensato e visto prima, era anche semplice e poco caro da produrre. Unicamente composto da una base di metallo, un dischetto di sughero per garantire ermeticità ed evitare la fuoriuscita del liquido e una pellicola che a sua volta ricopriva il dischetto per sigillare il tutto. Tutti questi strati di materiale erano necessari per far sì che la bevanda non entrasse in contatto con il metallo.

L’invenzione del tappo a corona ha segnato l’inizio di una vera rivoluzione nel mondo delle bibite gassate, prolungando il loro ciclo di vita, consentendo il trasporto e aumentando le vendite.


Dopo la registrazione del brevetto, Painter fondò a Baltimora la Crown Cork and Seal Company (oggi conosciuta come Crown Holdings), azienda specializzata nella produzione di chiusure per il mondo del beverage.

Intorno agli anni ‘20 però, il Proibizionismo fa vacillare l’industria degli alcolici e i produttori di tappi a corona si vedono costretti a trovare fortuna altrove. Così decisero di dedicarsi alla produzione di chiusure per bevande gassate. Dopo questo periodo di crisi, il tappo a corona diventa la chiusura più popolare sugli scaffali.

L’evoluzione dei tappi a corona



Tuttavia, con il passare degli anni, come succede anche oggi, le innovazioni diventano normalità e quando un’innovazione viene utilizzata più frequentemente porta alla creazione di nuovi bisogni. Infatti, quando nel 1892 Painter brevettò il suo tappo a corona, non pensò alla possibilità di richiudere la bottiglia, ed è per questo che negli anni ‘60 venne inventato il tappo a corona a vite (o twist). La speciale conformazione di questo tappo eliminava l’uso dell’apribottiglie e permetteva e di richiudere la bevanda avanzata.

Un’altra grande modifica di quegli anni fu l’eliminazione del dischetto di sughero all’interno del tappo, che venne sostituito da una guarnizione in plastica.

Negli anni il tappo a corona è diventato un dettaglio importantissimo, una vera e propria icona! Molti di noi da bambini collezionavano i tappi più colorati, e ancora in età adulta, molti sono diventati esperti collezionisti di un oggetto così piccolo ma simbolico.

Inoltre, tappo a corona può diventare anche un potente mezzo di comunicazione, un'occasione per entrare in contatto con i clienti grazie alle sue possibilità di personalizzazione.
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